Il ricco curriculum di Maurizio Favetta attraversa il tempo e lo spazio con una grande varietà di temi ed esperienze nell'ambito di design, interior, architettura e comunicazione visiva in vari ambiti. Il fil rouge - a sentir lui - sta "nella filosofia sottesa al modus operandi, che ha portato nel tempo ad un approccio alla professione che antepone l'idea al progetto. Alla committenza viene venduto un sogno: la progettualità è il mezzo che ne consente la realizzazione, l'originalità, l'espressione creativa, lo sviluppo commerciale, il fine a cui tendere". Attualmente, come Kingsize Architects, Favetta è impegnato nella realizzazione di progetti internazionali su larga scala in Arabia Saudita, Grecia, Francia, Italia, Azerbaijan e Turchia. In particolare, di due progetti in corso in questi ultimi paesi, uno finito e l'altro al decollo, parlereremo diffusamente, in quanto significativi di una efficace presenza pilota del progetto italiano in aree relativamente inesplorate.

 
LE ONDE DEL MUGHAM HOUSE
Baku-Azerbaijan

Il progetto dell'auditorium Mugham House a Baku, riveste particolare importanza architettonica e culturale in un paese, come l'Azerbaijan, che attraversa una interessante fase di modernizzazione e di recupero della propria tradizione. Tradizione culturale che è legata tanto alla collocazione geografica del paese, quanto ad una storia millenaria radicata nell'impero ottomano. Non stupisce che, dopo la caduta dell'URSS, il paese abbia agito una presa di distanza dalla cultura sovietica egemone, per rinsaldare il legame con la tradizione turco-ottomana e persiana e con il patrimonio folklorico-culturale panturco. In questo scenario, arricchito letteralmente dalla abbondanza di pozzi petroliferi nella 'città nera' - come Baku si chiamava un tempo -, il progetto della Mugham House va letto, secondo Maurizio Favetta, come parte significativa di un programma governativo di diffusione ed espansione della cultura azera, in particolare per la valorizzazione del patrimonio musicale del paese, che trae origine da cantori nomadi (Ashid) tuttora esistenti. Caldeggiato dal presidente stesso della repubblica, Llham Aliyv, il progetto commissionato ad Aikon Baku prende forma velocemente, sino alla inaugurazione nel dicembre scorso e alla effettiva operatività a fine marzo 2009.

L'architettura esterna dell'auditorium, a forma di Tar, lo strumento musicale più popolare nel paese, è opera di Scala Mimarlik Istanbul e dell'architetto Vahit Kasimoglu, mentre il progetto di interior design è interamente realizzato da Maurizio Favetta con Made in Project. Quest'ultimo comprende una esposizione permanente della storia musicale azera, un ristorante e il complesso dell'auditorium. "Il cliente - dice il progettista italiano - è stato colpito dalla nostra idea di lavorare sulla metafora del vento e di farne il messaggio diffuso per l'intero progetto. Il vento che soffia dal Mar Caspio imprime un carattere forte alla città di Baku, che si affaccia sulle sponde occidentali: la sua immagine dinamica non solo ha costituito la fonte originale di ispirazione ma, con il rincorrersi delle onde, ha finito per diventare elemento distintivo dell'intero progetto: onde del vento e onde della musica hanno armonizzato design e tradizione, rincorrendosi attraverso la sala dell'auditorium, nel foyer, nella hall d'ingresso e nel ristorante, su pareti e soffitti, in un crescendo di tensione e in un magico gioco di chiaroscuri, al calar delle luci, durante le performances musicali".

Il progetto chiavi in mano, gestito dal gruppo italiano Made in Project è stato realizzato con prodotti e maestranze interamente italiane. "Un motivo in più per sentirci orgogliosi - fa notare Favetta - se si considera che le onde del Mugham House, in poco tempo, sono diventate un simbolo della città di Baku". Nella scatola magica si mescolano alchemicamente materiali diversi: legno zebrano e laccato alle pareti, gesso stampato per il controsoffitto, wengé per i rivestimenti, mosaici per le pareti del foyer. "Effetto teatrale anche per il restaurant dopo teatro: ancora un gioco di curve con l'intrecciarsi delle onde, con la pioggia di fibre ottiche che cattura gli sguardi e con la pavimentazione in pietra chocolate e marmo arabescato. Oltre al piacere della musica - racconta il progettista della Mugham House - il popolo azero coltiva quello della tavola e possiede un gusto raffinato per la cucina naturale. è molto bello, ad esempio, vedere come la gente celebra l'arrivo della primavera, adornando i tavoli con ciotole colme di una incredibile varietà di verdure.

Grande come l'Italia, l'Azerbaijan è attraversato da 7 climi diversi, con altrettante culture e differenze. è un paese potenzialmente aperto, ancora in forte evoluzione, dotato di grande ricchezza e di nuove spinte democratiche e di liberalizzazione. Si può dire che Mugham House sia la prima architettura d'avanguardia in un paese in cui, per ora, la forte espansione edilizia avviene troppo spesso senza regole e qualità architettonica. Per questo il progetto di Baku ha le carte in regola per proporsi come un'esperienza di particolare valore per la cultura locale e come esempio della possibilità di integrare modernità e tradizione, attraverso il linguaggio dell'architettura".